01/01/2026

scritto da L
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo

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Autore del testo L
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Non è poesia, è un’autopsia a cuore aperto. Per chi vive l’incubo quotidiano di sentire troppo, in un mondo che ci vorrebbe tutti anestetizzati e ordinati. Ecco l'effetto che ha su di me la routine.
- Nota dell'autore L

Testo: 01/01/2026
di L

I sogni eh?

Io vivo un incubo quotidiano 

È brutto da dire, non è reale, è tutto interiore
Parlami strano 

Forse ci capiamo se una stranezza è un diamante un po' grezzo di un mondo migliore 

Questo cuore da motore attivo di tutti i giorni
Si è trasformato nel pallone che calciamo, quasi d'intralcio, mentre aspettiamo che la felicità torni 

Scacciamo quei pensieri intrusivi, invadenti, un po' scomodi
Solo chi li riesce a capire viene poi messo sotto i riflettori: sei diventato il protagonista del tuo stend up comedy 

Peccato che esprimere un sentimento, un equilibrio, una pendenza di una bilancia... Sia etichettato come filosofia 

È forse un pensiero troppo alto mischiare personalità, vita, con un tocco di disperata fantasia?

Cos'ha chi si crede sicuro di tutto?

Delle sicurezze, fatti oggettivi, e tutto ordinato secondo un ordine giornalmente distrutto?

Mettete queste persone difronte a un lutto 

Ora sono ancora padroni del tutto?

Si sentiranno compresi per la collettiva impotenza difronte alla lacuna lasciata nell'interiore

E poi chi fa' il primo passo avanti? Che non sia falso, come il cemento sotto un fiore 

È chi capisce fino in fondo un significato, che non si accontenta della soluzione, che scava affondo dentro di sé e in quella persona 

È il sangue che ci lega, un legame scritto e trascritto a colpi di proteine, un codice non programmabile

È la nostra capacità di sentire ciò che non solo ti rialza, ma ti sprona

Non è il classico amore, è un legame instabile 

Ogni giorno cresci, ogni volta impari, ogni volta lo senti 

Soffri certo, ma fidati che non te ne penti

La sofferenza spesso è la chiave per aprire porte, scavalcare muri, volare alto con i pensieri invisibili 

Non so perché l'intoccabile creatore crede di poterci suonare come meglio crede, ognuno con destini ineluttabili

Come se per cambiare melodia sui tasti di un piano forte, decidesse di stabilizzarci sui tasti neri: una monotonia nel limbo tra un' abisso e una vetta

Molti lo giustificano pensando che é proprio l'inprobabilità di un fenomeno che ce lo fa' credere ogni volta più probabile 

Forse lui ogni tanto si stanca a giocare a dadi, illudendoci mentre aspetta

E nel frattempo io vi dico:"Perché la vita non può essere fatta solo di cose belle? Da dove si origina questo masochismo di complicarsi le cose, per voler credere a una cosa che capita, che non si sà neanche che è giusta?" La vostra posizione ora è instabile

Ma non vi lascerò in un dubbio mentre mi diverto a sapere la verità come un egoista che non si sà interfacciare

Io vi dico che una vita bella, se vissuta apprezzando tutte le cose, anche soffrendo significativamente non sarebbe il massimo se il prezzo da pagare ogni volta fosse l'ignoranza con cui nasciamo

Siamo tutti bravi a dire:"Deve imparare, prossima volta più attento" proviamolo a dire quando sbagliamo noi, e poi ne riparliamo 

Lamento che mi schiaccia dentro, onda alta più del cielo, impatto più violento di un terremoto che rompe un buco nero

Fammi urlare un solo secondo memorabile prima di capovolgere la clessidra e schiantare il tempo contro un progressivo prosciugamento 

Dio, dacci un mondo dove il bello non vuole dire soffrire, non che la sofferenza sia un intralcio... Ma piangere per ridere è come fare un passo avanti, e due passi indietro

01/01/2026 testo di L
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